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La poesia.

Tra le passioni e le arti predilette da Fernando Lombardi trova spazio anche la poesia. Non mancano, difatti, nel suo archivio, appunti, carte, ritagli dove possa spuntare qualche verso o anche un componimento (di sua o altrui mano). Riportiamo qui un testo a cui l’artista teneva sicuramente.

“Nasce e consuma le sue energie, invano lotta contro il destino, destin crudele, avverso a tutto ciò che sia quiete. Uomo irrequieto mai soddisfatto di ciò che fece. Dritto a una mèta che mai raggiunge. Il tempo fugge, la vita pure. Poi si rassegna trova la pace nella rinunzia, rinunzia eterna. Per lui si grande! Solo nell’Arte trova conforto, è la sua vita, è la sua fiamma, ancora spera, sempre dipinge. Oggi ritorna sulla ribalta; non per gli onori ma una parola;  che pur se breve possa far eco fra lui, nato nell’Arte e la società dall’altra parte.”

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Descrizione del lavoro d’artista.

Nel maggio del 1949 Fernando Lombardi è impegnato nella realizzazione, tra le altre opere, di un ‘Ritratto delle due bambine’. Lo stesso artista descrive a riguardo il peculiare momento:

“ Da un lontano accenno è nato il quadro delle due bambine, meglio ancora dalla seconda mostra personale. L’altra domenica posarono per la prima volta, il mio solito impulso pittorico riuscì ad improntarle sommariamente sulla tela; in questi giorni però ho avuto agio di riguardare il quadro, ci sarebbero alcune modifiche da eseguire, specialmente di taglio. Domani la seconda posa, si tratta di una posa risolutiva, io e i genitori delle bambine occorre che rimaniamo contenti e soddisfatti, per conto mio vorrei eseguire un quadro che rientri nell’atmosfera delle ultime cose, per conto loro molto più esigenti, vorranno forse una somiglianza quasi fotografica; ecco l’ostacolo e il punto nero. Il ritratto è il punto nero per ogni artista, esso si rende schiavo del soggetto, si trova impacciato e timoroso, è un vero ostacolo per l’arte pura..Si deve soggiacere a tutto, fare il meglio possibile per arrivare a realizzare qualcosa per sostenere la già misera tasca per poter andare avanti, nella pittura. Spero di condurre una buona cosa e contentare ambedue le parti.”

particolare pannelo di borgo

Le strade raccontano la storia.

 Il 7 gennaio del 1983 esce per ‘La Nazione’ un articolo probabilmente legato ad un progetto di recupero della toponomastica del paese natio di Fernando Lombardi: Borgo San Lorenzo. A riguardo, strade e piazze vengono ricordate per la propria origine e se ne evidenzia un aspetto ‘tipico’.  Per la ‘Piazza del Mercato’ (già Via di Zeti) si cita proprio l’ “opera magna” di Fernando…. “Il martedì questa lunga piazza si anima nel più bello spettacolo popolare: il mercato settimanale, che si svolge in questa piazza da secoli. Una festa nella festa. Bellissimo l’affresco dell’artista borghigiano Fernando Lombardi, esposto nella sala delle feste del circolo La Torraccia di Borgo e che raffigura appunto questa piazza nel giorno di mercato.”

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La Pala di Castel Giorgio.

Nel corso del 1953 Fernando Lombardi ottiene l’incarico di realizzare una grande pala d’altare (olio su tela, cm 180 per 282) per la chiesa parrocchiale di San Pancrazio Martire a Castel Giorgio (Terni). E’ lo stesso artista che ci racconta i dettagli dell’esecuzione: “ Nel gennaio del c.a. fui incaricato di eseguire un bozzetto per una pala di altare, tema per la composizione, “L’Assunzione di Maria Vergine”, alla base del quadro, San Giorgio e San Pancrazio, all’orizzonte il panorama del paese. Nel bozzetto, come nell’esecuzione dell’opera, fui dominato dall’idea di condurre la parte superiore del quadro con la Madonna troneggiante, in un’atmosfera eterea e spirituale, la parte inferiore in netto contrapposto, con le due figure condotte con maggiore realtà e vigore, basandomi su colori vivi, chiaroscuri evidenti, e ricchezza di particolari. Pur rimanendo fedele alla mia personalità, cercai di darle al massimo  un’impronta tradizionale, tenendo conto dei concetti moderni della pittura, con l’obiettivo principale di esprimere al massimo la religiosità. La Madonna in atteggiamento ispirato è irradiata di luce, una corona di angeli in atteggiamenti svariati, delineano la zona luminosa, esprimendo la gloria e il trionfo nel Regno dei Cieli, più evidenti i laterali poggianti sulla nuvola, gli altri fino all’estremità del quadro, son fusi gradualmente nell’atmosfera. Una grande nuvola suddivide la composizione superiore, eterea, spirituale e quella sottostante ove figurano i due santi in atteggiamento di venerazione e devozione. Il San Giorgio ritratto nella figura di guerriero, impugna con la mano sinistra la spada che ha colpito il drago. All’orizzonte è dipinto il paesaggio attuale di Castel Giorgio, con la chiesa parrocchiale a destra. Il San Pancrazio, giovinetto in vesti romane è eseguito nel’atto di inginocchiarsi con le braccia protese verso la Madonna, in esso ho voluto mettere in evidenza una maggiore venerazione, ai suoi piedi è adagiato un cuscino rosso con sopra la palma del martirio.”